Salute e Benessere

Attacchi di panico: cosa fare

Ansia, tremori, capogiri, sudorazione, formicolio agli arti, senso di oppressione, dolore al petto… Un attacco di panico può capitare a chiunque nella vita, persino ai soggetti più equilibrati e non è detto che lo stress sia la causa scatenante. I sintomi possono essere tanto gravi da far temere al soggetto per la sua stessa vita, ma niente paura: un attacco di panico non è mai mortale, anche se può essere un’esperienza terribile e traumatizzante. Chi soffre di attacchi di panico ha sempre paura che una qualche situazione possa scatenare un nuovo attacco e quindi tende ad evitare luoghi, situazioni, persone o comportamenti che associa all’attacco di panico. Ciò alimenta un circolo vizioso che non può che peggiorare, in assenza di trattamento.

Che cosa fare nell’immediato quando si presenta un attacco di attacchi di panico? La prima cosa da fare (soprattutto se si è già avuto in precedenza un altro attacco) è fare attenzione ai sintomi preliminari come senso di oppressione, formicolii, capogiri, sudore freddo. Sapere che si sta avendo un attacco è utile, perché permette di prepararsi psicologicamente. Poi, può essere utile:

  • Cercare di respirare profondamente e lentamente, anche se costa sforzo e si è molto agitati. Una respirazione veloce e superficiale porterà a formicolio agli arti e maggiore agitazione.
  • Mettersi comodi, slacciarsi la cintura, aprirsi la camicia o comunque cercare di allentare il senso di costrizione.
  • Massaggiare con le mani le parti dolenti come il viso, gli arti, il petto. Bagnarsi il viso con acqua tiepida e uscire all’aperto può allentare il senso di terrore e aiutare a ristabilire la calma.
  • Non subire passivamente: cammina, muoviti, dedicati ad azioni ripetitive (mettere o togliere lo smalto, pettinarsi…), parla con qualcuno, metti in atto tecniche di rilassamento, insomma agisci.
  • Non avere vergogna. Un attacco di panico può essere amplificato dalla sensazione che gli altri ci possano considerare pazzi. In realtà le persone che ne hanno sofferto o ne soffrono ancora sono numerosissime: è più facile incontrare empatia che pregiudizio.
  • Chiedi aiuto ad un amico o un familiare, anche solo per parlare.

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Gli attacchi di panico possono provocare vero e proprio terrore in chi ne è colpito, ma è importante ricordare che gli attacchi passano dopo pochi minuti e che nessuno – nessuno – è mai morto per un attacco di panico. Conosci il tuo nemico: una volta avvertiti i primi segni di un attacco imminente, inutile contrastarli: osservali con distacco, impara a riconoscere le fasi (insorgenza, apice, decrescita), analizza le tue sensazioni e pensa “ok, sto avendo un attacco, li ho già avuti in precedenza e li conosco, posso farcela”. Messo a fuoco il problema, l’ansia psicologica e la paura inizieranno a scemare. Dopo la crisi, si avvertirà una sensazione di svuotamento e di stanchezza, ma anche di sollievo.

La buona notizia è che dagli attacchi di panico si può guarire. Si tratta infatti di eventi spiacevoli che però rappresentano un sintomo, più che un problema in sé stesso; c’è qualcosa che vuole emergere dal subconscio, spesso un problema esistenziale, e che lo fa in modo distruttivo, ad esempio perché non si è in grado di incanalare l’energia repressa verso l’esterno invece che verso l’interno.

Non bisogna aver timore di chiedere aiuto ad un professionista. Gli attacchi di panico non sono una malattia psichiatrica e rappresentano una manifestazione di disagio interno, che bisogna ascoltare e mai ignorare. Con un aiuto professionale, molte persone risolvono la situazione nel giro di pochi mesi.

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